Tango
ORIGINE ED EVOLUZIONE DEL BALLO
Il tango nacque sulle sponde del Rio della Plata, tra Montevideo e Buenos Aires, ma è proprio nella periferia di questa città che ha avuto le condizioni ideali per svilupparsi, quasi per gioco, come cosa di uomini tra uomini, in una realtà suburbana di miseria, immigrazione e coraggio.
Più di un secolo fa un'intera comunità di immigrati e nativi provenienti dall'interno del paese era in cerca di una nuova identità e questo ballo in cui potersi sfidare in abilità strabilianti era quello che permetteva di riaffermare una forza e una grandezza quotidianamente repressa. Quel ballo al suo stadio ancora embrionale sembrava essere l'unico modo praticabile e accessibile per ritrovare una propria dimensione per superare il fallimento inflitto dalla loro condizione della vita reale.
Coloro che per primi mossero i passi del tango non avrebbero potuto immaginare la portata futura del fenomeno di cui erano, loro malgrado, i fautori e che da allora ha coinvolto tutte le classi sociali trascendendone il tempo e lo spazio fino all'odierna sua universalizzazione. Probabilmente erano ben lontani dal voler creare e tramandare qualcosa che li avrebbe portati a essere, invece, i portavoce di un disagio sociale che, poi qualcun altro avrebbe codificato e incanalato in una realtà tangibile e fortemente caratterizzante per la società tutta.
La documentazione sulle sue origini è scarsa l'informazione esistente sui suoi albori è in generale frutto della trasmissione orale che si è tramandata di generazione in generazione subendo le inevitabili modificazioni proprie della memoria popolare.
Dobbiamo risalire a Robustiano Ventura Lynch per avere un primo valido contributo con il testo pubblicato nel 1883 "La provincia de BuenosAires hasta la definición de la cuestión de la Capitai de la República".
Testimone di fatti che accadevano almeno una decina d'anni prima della pubblicazione del suo libro l'autore afferma che ancora prima del tango "la milonga era ballata solo dai compadritos della città".
È dalla milonga che tutto si è sviluppato. Il termine milonga proviene da una lingua di origine afro brasiliana chiamata "Bunda", ed è il plurale di "mulonga" che significa "parole".
Nello specifico ci si riferiva a quelle parole che venivano usate in una genesi musicale che in quel periodo si identificava come "payada", una forma di poesia spontaneamente improvvisata sulla base di un semplice accompagnamento musicale, ovvero il canto dei payadores, menestrelli cantori di questo genere rioplatense che raccontavano la quotidianità della vita.
Roberto Selles precisa che "dalla gola dei payadores ai piedi dei ballerini, la milonga andava percorrendo le figure che nei sobborghi di Buenos Aires si ballavano anche sopra altri generi musicali come valzer, la mazurka, la polka", la habanera etc.
Vicente Rossi spiega che la parola milonga acquista tutta una serie di significati legati alla sua funzione: “milonguear” è quindi sinonimo di “riunirsi per ballare o per cantare” “armar una milonga” equivale a "organizzare una serata da' ballo", e per estensione si dice milonga di qualsiasi "fatto particolarmente caotico, confuso, aggrovigliato".
Più conciso ed estremo, Daniel Devoto nel definire il termine milonga propende per il "bordello con ballo", dove si può "sacar programa", vale a dire sedurre la donna con il ballo.
La milonga cantata dei payadores acquista delle coreografie e con il tempo verrà denominata tango.
Lynch sostiene ancora nel suo testo che sono " compadritos che hanno creato la milonga come ballo"
Il compadrito ha forgiato la sua particolare maniera di ballare prendendo alcune figure dal candombe, e incorporandovi passi presi da altri balli che si proponevano in quell'epoca.
Questa maniera di ballare, applicata a una musica specifica, inizia a essere riconosciuta come tango a partire dal 1880.
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